Mal di Schiena Dopo una Giornata al Mare?
Perché succede e come prevenirlo per godersi davvero l’estate
L’estate è sinonimo di relax, sole e giornate trascorse in spiaggia. Per molti, andare al mare rappresenta il modo migliore per staccare dalla routine e concedersi qualche ora di benessere. Eppure, non è raro che proprio dopo una giornata apparentemente rilassante compaiano dolori alla schiena, rigidità lombare, tensioni cervicali o fastidi alle anche.
Quante persone, tornando a casa dopo una giornata al mare, pronunciano frasi come: “Mi sono bloccato con la schiena”, “Ho la cervicale completamente rigida” oppure “Mi fa male la zona lombare ogni volta che mi alzo dalla sedia”?
Sebbene possa sembrare un controsenso, il mare non è sempre sinonimo di benessere per la colonna vertebrale. Molto spesso il problema non è il mare in sé, ma il modo in cui trascorriamo l’intera giornata.
Lunghe ore sdraiati sul lettino, trasporto di ombrelloni e borse frigo, passeggiate sulla sabbia, movimenti improvvisi durante il nuoto o semplicemente una postura mantenuta troppo a lungo possono creare un sovraccarico che il corpo manifesta solo al termine della giornata.
Comprendere perché questo accade significa imparare a prevenire il dolore e vivere l’estate con maggiore serenità.
Il corpo ama il movimento, non l’immobilità
Molte persone immaginano il relax come diverse ore trascorse immobili sul lettino o sull’asciugamano. Dal punto di vista muscolo-scheletrico, però, rimanere nella stessa posizione per lungo tempo non rappresenta una condizione ideale.
Quando restiamo sdraiati senza cambiare frequentemente posizione, alcuni gruppi muscolari rimangono in leggera contrazione mentre altri vengono mantenuti in allungamento per molte ore. Nel frattempo le articolazioni della colonna perdono progressivamente mobilità e la circolazione dei tessuti rallenta.
È per questo motivo che, al momento di rialzarsi, molte persone avvertono una sensazione di rigidità lombare o cervicale.
Non si tratta necessariamente di una lesione, ma di una risposta fisiologica del corpo che è rimasto fermo troppo a lungo.
Il nostro organismo è progettato per alternare continuamente movimento e riposo. Anche durante una giornata in spiaggia è importante cambiare posizione frequentemente, alzarsi ogni tanto e fare qualche passo.
Il trasporto dell’attrezzatura: uno sforzo spesso sottovalutato
Prima ancora di arrivare sotto l’ombrellone, il nostro corpo affronta già un’importante prova.
Borse frigo, sedie pieghevoli, giochi dei bambini, ombrelloni, zaini e borse vengono spesso trasportati contemporaneamente, magari percorrendo lunghi tratti sulla sabbia.
La sabbia rappresenta una superficie instabile che obbliga muscoli e articolazioni a lavorare molto più intensamente rispetto a una normale camminata sull’asfalto.
Inoltre, il peso viene frequentemente distribuito in maniera asimmetrica, caricando maggiormente una sola spalla o un solo lato del corpo.
Questa situazione aumenta il lavoro della muscolatura lombare e del bacino, favorendo la comparsa di contratture e affaticamento.
Attenzione a come ti sdrai
L’asciugamano appoggiato direttamente sulla sabbia difficilmente offre un sostegno uniforme alla colonna vertebrale.
Anche il lettino, se utilizzato in posizione semi-seduta per molte ore, può aumentare il carico sulla regione lombare e sulla cervicale.
Molte persone trascorrono diverse ore leggendo, utilizzando lo smartphone o guardando il mare mantenendo il collo flesso in avanti.
Questa postura determina un aumento delle tensioni sui muscoli cervicali e sulle strutture che sostengono la testa.
Con il passare delle ore il collo tende a irrigidirsi e il dolore può comparire anche soltanto la sera o il giorno successivo.
Passeggiare sulla sabbia: un ottimo esercizio, ma con qualche accorgimento
Camminare sulla spiaggia rappresenta una delle attività fisiche più piacevoli dell’estate.
La sabbia costringe infatti il corpo a un continuo lavoro di adattamento, migliorando l’attivazione muscolare e la propriocezione.
Tuttavia, bisogna distinguere tra sabbia compatta e sabbia molto morbida.
Camminare per lunghi tratti sulla sabbia asciutta richiede uno sforzo notevolmente maggiore da parte di piedi, caviglie, polpacci e muscoli del bacino.
Nelle persone già predisposte a problemi lombari o con limitazioni articolari questo sovraccarico può tradursi in dolore.
Anche le lunghe passeggiate a piedi nudi devono essere affrontate gradualmente, soprattutto se durante l’anno si conducono abitudini prevalentemente sedentarie.
Il nuoto fa sempre bene alla schiena?
Una delle convinzioni più diffuse è che il nuoto rappresenti sempre la soluzione ideale per chi soffre di mal di schiena.
In realtà la risposta è più complessa.
L’acqua riduce il peso che grava sulle articolazioni e favorisce movimenti più fluidi, ma non tutti gli stili di nuoto sono indicati per ogni persona.
Ad esempio, il nuoto a rana può aumentare il lavoro della zona lombare e della cervicale, mentre il delfino richiede una notevole mobilità della colonna.
Anche il nuoto libero praticato saltuariamente, senza una tecnica adeguata, può provocare affaticamento muscolare.
Questo non significa che nuotare faccia male, ma che ogni attività dovrebbe essere adattata alle caratteristiche della persona e alle eventuali problematiche già presenti.
Il freddo dell’acqua non è il vero responsabile
Molti attribuiscono il mal di schiena al contatto con l’acqua fredda.
In realtà il freddo rappresenta raramente la causa diretta del problema.
Più spesso il dolore compare perché l’acqua induce una contrazione riflessa della muscolatura, soprattutto se si entra improvvisamente dopo una lunga esposizione al sole.
Se i muscoli sono già affaticati o contratti, questo cambiamento improvviso può accentuare la rigidità e favorire la comparsa del dolore.
Entrare gradualmente in acqua permette all’organismo di adattarsi meglio alle variazioni di temperatura.
Il ruolo dell’osteopatia nella prevenzione
Quando il mal di schiena compare frequentemente dopo una giornata al mare, può essere utile chiedersi se esista già una predisposizione.
Limitazioni della mobilità del bacino, rigidità della colonna, ridotta funzionalità del diaframma o vecchi traumi possono rendere il corpo meno capace di adattarsi agli sforzi estivi.
L’osteopatia non si limita a trattare il punto doloroso, ma valuta la persona nel suo insieme, ricercando le eventuali alterazioni funzionali che possono favorire il sovraccarico.
Attraverso una valutazione globale è possibile individuare le aree che lavorano in maniera meno efficiente e favorire un migliore equilibrio del corpo.
L’obiettivo non è soltanto ridurre il dolore, ma migliorare la capacità dell’organismo di affrontare le normali attività quotidiane, comprese quelle tipiche dell’estate.
Alcuni semplici consigli per proteggere la schiena al mare
Per ridurre il rischio di dolori dopo una giornata in spiaggia è sufficiente adottare alcune semplici abitudini.
Alternare momenti di riposo a brevi passeggiate, cambiare spesso posizione, distribuire il peso dei bagagli su entrambi i lati del corpo, evitare sforzi improvvisi e dedicare qualche minuto allo stretching prima di rientrare rappresentano strategie semplici ma molto efficaci.
Anche mantenere una buona idratazione contribuisce al corretto funzionamento della muscolatura, particolarmente sollecitata durante le giornate più calde.
Piccoli gesti quotidiani possono fare una grande differenza.
Conclusioni
Una giornata al mare dovrebbe rappresentare un’occasione di benessere e recupero, non l’inizio di un nuovo episodio di mal di schiena.
Nella maggior parte dei casi il dolore non è causato dal mare, ma dalla somma di piccoli sovraccarichi che il corpo accumula durante la giornata: posture mantenute troppo a lungo, trasporto di pesi, movimenti improvvisi e attività svolte senza la necessaria gradualità.
Ascoltare il proprio corpo, muoversi con regolarità e prestare attenzione ai segnali che invia permette spesso di prevenire fastidi che potrebbero compromettere il piacere delle vacanze.
Se il dolore tende a ripresentarsi ogni estate o dopo attività apparentemente semplici, potrebbe essere utile approfondirne le cause attraverso una valutazione professionale.
Prendersi cura della propria postura e della funzionalità del corpo significa investire nel proprio benessere, in estate come durante tutto il resto dell’anno.
Bibliografia e riferimenti scientifici
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Hai dolore alla schiena dopo il mare o dopo l’attività fisica?
Se ogni estate il mal di schiena, la rigidità cervicale o i dolori lombari si ripresentano dopo una giornata in spiaggia, potrebbe esserci uno squilibrio funzionale che merita attenzione.
Presso lo Studio di Osteopatia, Chiropratica e Rieducazione Funzionale Marco Decaro è possibile effettuare una valutazione completa della postura e del movimento per individuare l’origine del problema e impostare un percorso personalizzato, con l’obiettivo di ridurre il dolore, migliorare la mobilità e aiutarti a vivere l’estate senza limitazioni.

